
Un viaggio in sei tappe per riscoprire la figura di San Francesco d’Assisi all’interno del suo mondo: l’Italia comunale, la vita quotidiana medievale, la politica del Papato e la rivoluzione spirituale che ha trasformato la storia della Chiesa e della cultura europea.
L’evento si sviluppa nell’arco dell’anno 2026; la nostra idea è quella di rappresentare la figura del Santo nel suo contesto storico, artistico e religioso. Questa varietà di argomenti ci consente di comprendere appieno quanto Francesco sia stato attento alla realtà del periodo in cui è vissuto e come ha saputo inserire un pensiero armonioso e universale riuscendo a seminare il germoglio di una tale carica espressiva da aprire il Mondo ad una immensa fraternità spirituale.
1) La filosofia della semplicità in San Francesco
La semplicità, per Francesco, non è un ornamento morale ma una forma di verità. Nasce dal riconoscimento che l’uomo non è padrone del mondo: è creatura tra le creature, parte di un ordine più grande che non gli appartiene. Tutto è dono, e il dono non si accumula: si accoglie, si restituisce, si condivide Per questo la semplicità è libertà. Liberarsi dal superfluo significa sciogliere i legami che imprigionano il cuore: il possesso, l’apparenza, il bisogno di controllo. Francesco intuisce che ciò che possediamo finisce per possederci, mentre ciò che lasciamo andare apre spazio all’essenziale. L’essenziale, per lui, è la relazione: con Dio, con gli altri, con il creato. La povertà diventa allora un linguaggio, un modo di stare nel mondo senza pretese, riconoscendo la fraternità universale che lega il sole e il mendicante, l’acqua e il potente, il lupo e il pellegrino. La semplicità è anche uno sguardo: vedere la bellezza nelle cose piccole, ascoltare ciò che non fa rumore, riconoscere la dignità nascosta in ciò che è fragile. È un cammino di spoliazione interiore che non impoverisce, ma rende trasparente. In questa nudità ritrovata nasce la gioia: una gioia che non dipende da ciò che si ha, ma da ciò che si è. Per Francesco, la semplicità è la via più breve verso la libertà e la comunione, la forma più pura dell’amore.
Torchiara, 2 maggio 2026 ore 18,30
Prof.ssa Silvana VECCHIO
Silvana Vecchio ha insegnato Storia della Filosofia medievale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Ferrara. Nell’ambito delle sue ricerche prevalentemente incentrate sul pensiero etico, ha affrontato alcuni problemi relativi alla storia dei sistemi di valore elaborati dalla cultura medievale, individuando di volta in volta i quadri teorici entro i quali tali sistemi si collocano, le norme di comportamento che producono e le modalità retoriche attraverso le quali vengono trasmessi e diffusi. La ricerca, concentrata soprattutto sul XII e XIII secolo, ha toccato i temi del peccato e della legge, la predicazione come strumento di trasmissione della fede e di controllo dei costumi, il discorso psicologico e morale sulle passioni. Fra le sue pubblicazioni: I peccati della lingua. Etica e disciplina della parola nella cultura medievale Roma 1987, I sette vizi capitali. Storia dei peccati nel Medioevo, Torno 2000 e Le passioni dell’anima, Firenze 2015 (tutte in collaborazione con Carla Casagrande). Ha curato inoltre il volume Tommaso d’Aquino, Le passioni dell’anima, Firenze 2002.
2) Francesco cittadino e chierico nell’Italia del XIII secolo: un uomo in un mondo che cambia
Uno sguardo al contesto storico in cui nasce Francesco:
- La nascita dei Comuni e la nuova borghesia mercantile
- I conflitti tra Papato e Impero
- La società medievale e le sue gerarchie
- Assisi e Perugia come specchio delle tensioni del tempo
- Il Francescanesimo delle origini in prospettiva storica: il Testamento, Francesco vs San Francesco, francescanesimo e minoritismo.
L’appuntamento vuole riflettere su alcuni elementi del francescanesimo del XIII secolo; a partire da un commento del Testamento di Francesco d’Assisi, l’analisi si allargherà al contesto sociale e religioso di quel tratto di Medioevo. Punti salienti saranno il confronto tra costruzioni d’identità sorte attorno alla figura del Santo, anche alla luce delle esigenze spirituali e dei confronti sociali nella transizione dall’Alto al Basso Medioevo. Per concludere, la riflessione punterà a rispondere alla domanda: perché Francesco è attraente ancora per gli uomini di oggi?
Ospite il Coro Club Art Music Lab diretto da Paola Tozzi
- Drommi (Soleandro)
- Dolce sentire
- La regola
- Audite poverelle
- Cantico delle creature
(brani ispirati o scritti da San Francesco musicati da Angelo Branduardi)
Torchiara, 5 giugno 2026 ore 18,30
Prof. Marco TARALLO
Marco Tarallo è laureato in Storia e Civiltà all’Università di Pisa e diplomato in Storia alla Scuola Normale di Pisa. Dottore in studi storici presso l’Università di Firenze, ha perfezionato i suoi studi a Valencia ed a Parigi, presso l’Ecole normale Supèrieure. Attualmente è professore di Storia e Filosofia al Liceo Alfonso Gatto di Agropoli.
- Il sistema etico di San Francesco negli affreschi di Assisi: un messaggio di umanità fissato nella nuova metrica spaziale di Giotto
L’appuntamento, parte del ciclo di incontri sulla figura di San Francesco, sarà incentrato sugli affreschi realizzati da Giotto nella Basilica superiore di Assisi, quale documento storico delle vicende di un Santo moderno. San Francesco, fondatore del francescanesimo, inteso come ordine religioso e movimento laico, ha inaugurato un rinnovamento della Chiesa, così come descritto nei ventotto riquadri realizzati da Giotto, tra il 1292 e il 1296, ispirati alla Legenda Maior del teologo francescano Bonaventura da Bagnoregio. San Francesco viene descritto da Giotto nella sua dimensione più umana, raffigurato tra le mura di Assisi, immerso nel paesaggio umbro o all’interno di architetture dipinte, accompagnato dai fraticelli o circondato dai cittadini di Assisi. Nei singoli episodi realizzati da Giotto, la figura di Francesco non rientra più nell’immagine del “poverello” o asceta sofferente, così come aveva fatto in precedenza Cimabue, bensì in quella di un uomo dall’altissima dignità morale, i cui “atti” sono descritti non solo come miracoli ma soprattutto come fatti storici. In questo modo Giotto illustra in maniera dimostrativa e concettuale il ruolo di San Francesco quale portavoce, ancora oggi, di una rivoluzione culturale e sociale, che ha riguardato non solo il sistema ecclesiastico ma il modo di essere al mondo. Francesco ci ha dunque lasciato in eredità un messaggio etico universale basato sulla condivisione e sull’ascolto di sé e dell’altro.
Torchiara, 25 settembre 2026 ore 18,30
Prof.ssa Caterina IANNI
Caterina Ianni: Laurea Triennale in Storia e Tutela dei beni artistici, tesi in museologia; Laurea Magistrale in Storia dell’Arte, tesi in critica d’arte contemporanea; entrambe presso Università degli studi di Firenze.
Formazione attoriale presso l’AS Teatro con direzione di Paolo Biribò di Firenze e formazione attoriale sull’improvvisazione Teatro D’Almaviva, direzione Duccio Barlucchi, Firenze. Successivi ulteriori master ed esperienza attoriale, esibizioni in vari festival dal 2011. Attualmente, oltre a proseguire l’attività teatrale, insegna Storia dell’Arte presso il Liceo Alfonso Gatto di Agropoli SA.
- Visioni del Basso Medioevo: pensieri e desideri tra 1100 e 1200
Tra 1200 e 1250 l’Europa vive una trasformazione sociale senza precedenti:
- Le città crescono e diventano centri di scambio, arti e corporazioni.
- Nasce un nuovo ceto: mercanti, notai, maestri, artigiani specializzati.
- Le relazioni sociali non sono più solo feudali: si affermano contratti, patti, associazioni.
- Le università (Parigi, Bologna, Oxford) diventano poli di pensiero e di mobilità intellettuale.
Questo dinamismo sociale chiede una nuova filosofia capace di interpretare il mondo. In questi decenni avviene un fatto epocale: Aristotele viene tradotto integralmente in latino grazie ai centri culturali arabi e alle scuole di traduttori. La filosofia non è più solo commento teologico, ma indagine razionale sul reale. Si sviluppano logica, fisica, etica, politica come campi autonomi. Nasce la Scolastica, metodo rigoroso basato su quaestiones, disputationes, argomentazione dialettica. Parallelamente, la società urbana genera nuove domande spirituali. Tra 1200 e 1250 emergono i grandi movimenti mendicanti: Francescani (1209), Domenicani (1216). Essi portano una filosofia vissuta: Povertà come libertà dal superfluo, fraternità come nuovo modello sociale, predicazione come educazione popolare, studio come servizio alla verità. San Francesco propone una filosofia della semplicità che diventa anche un modello sociale alternativo alla logica del profitto urbano.Il primo Duecento è infine anche un laboratorio politico: Conflitto tra Papato e Impero (Innocenzo III, Federico II), nascita dei comuni e delle loro costituzioni, riflessione sulla legittimità del potere, sulla legge, sul bene comune.
Gli anni in cui visse Francesco d’Assisi erano anni di grande sommovimento culturale e sociale. Le città italiane, costituitesi in comune, si apprestavano a scoprire la forza di governo del “popolo”, i cittadini borghesi e lavoratori. In Europa l’espansione statuale e sociale, seguita alla fine delle grandi migrazioni dall’Est, vedeva l’apice della vita delle Università. Queste comunità di studenti e professori ospitarono la formazione delle grandi visioni sul mondo di cui siamo eredi del Medioevo.
Torchiara, 7 ottobre 2026 ore 18
Prof. Marco TARALLO
Marco Tarallo è laureato in Storia e Civiltà all’Università di Pisa e diplomato in Storia alla Scuola Normale di Pisa. Dottore in studi storici presso l’Università di Firenze, ha perfezionato i suoi studi a Valencia ed a Parigi, presso l’Ecole normale Supèrieure. Attualmente è professore di Storia e Filosofia al Liceo Alfonso Gatto di Agropoli.
5) Fratello sole, sorella luna
Proiezione del film e breve commento dei partecipanti
Fratello sole, sorella luna è un film del 1972 diretto da Franco Zeffirelli, liberamente ispirato alla vita e alle opere di san Francesco, dalla sua vocazione all’istituzione della regola francescana. Ha vinto il David di Donatello 1972 come miglior regia a Franco Zeffirelli ed è stato candidato all’Oscar alla migliore scenografia del 1974.
Torchiara, 20 novembre 2026 ore 18
- La spiritualità di San Francesco
La spiritualità francescana nasce da un gesto radicale: togliersi tutto per ritrovare tutto. Francesco scopre che l’uomo è creatura, non proprietario; fratello, non padrone; pellegrino, non dominatore. La sua è una spiritualità cristocentrica, fondata sull’imitatio Christi: non un’idea astratta, ma un modo concreto di vivere, camminare, parlare, toccare il mondo.
I suoi assi portanti:
- Povertà come libertà — non miseria, ma spazio vuoto in cui Dio può entrare.
- Fraternità universale — ogni essere, dal lebbroso al lupo, dal sole all’acqua, è parte della stessa famiglia.
- Lode e gratitudine — il mondo non è un ostacolo allo spirito, ma un sacramento diffuso.
- Minorità — scegliere l’ultimo posto per disinnescare il potere e custodire la verità dell’essere.
- Gioia — non come emozione passeggera, ma come frutto della libertà interiore.
- Pace — non assenza di conflitto, ma capacità di riconciliare, di ricucire, di vedere l’altro come dono.
La spiritualità francescana è un cammino di spoliazione che non impoverisce, ma restituisce l’uomo a sé stesso.
Il messaggio di Francesco è sorprendentemente attuale perché non è un sistema, ma una forma di vita. In sintesi:
- Vivi l’essenziale: ciò che non serve, pesa.
- Riconosci la dignità di ogni creatura: tutto è relazione, tutto è dono.
- Scegli la pace come stile: non vincere, ma riconciliare.
- Abita il mondo con leggerezza: come ospite, non come padrone.
- Lasciati trasformare dall’incontro: con il povero, con il diverso, con il fragile.
- Cerca la gioia che nasce dall’essere, non dall’avere.
- Fai della tua vita un canto: come il Cantico delle Creature, che non è poesia, ma teologia vissuta.
Il messaggio di Francesco non è un invito a fuggire il mondo, ma a trasfigurarlo con uno sguardo nuovo: semplice, fraterno, luminoso.
Torchiara, 27 novembre 2026 ore 18
Padre Massimo CALVANO
Frate francescano Torchiara
Con il patrocinio di:

Nel 2026 ricorre l’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, figura fondamentale della storia italiana ed europea, il cui messaggio ha saputo attraversare i secoli mantenendo intatta la forza etica e culturale.
La vicenda storica e umana di Francesco assurge a simbolo universalistico di pace, fraternità, coscienza ecologica e dialogo tra culture, valori oggi più che mai attuali in una congiuntura storica segnata da conflitti, disuguaglianze e crisi ambientali. Interpretare e diffondere questo messaggio significa farsi promotori di una cultura di pace e responsabilità civile che appartiene a pieno titolo ai caratteri identitari della nostra tradizione nazionale.
Francesco d’Assisi è infatti riconosciuto come uno degli elementi costitutivi del patrimonio culturale italiano: la sua figura ha ispirato arte, letteratura, pensiero civile e politico, contribuendo a definire nei secoli un ethos comunitario fondato su dialogo, reciprocità e giustizia sociale.
Per celebrare in modo adeguato questa ricorrenza di eccezionale rilievo, è stato istituito il Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi (https://sanfrancesco800.cultura.gov.it/), e promossa una mobilitazione capillare che coinvolga tutte le istituzioni locali, a partire dai Comuni, insieme al mondo dell’associazionismo, alle scuole e alla cittadinanza.
Si intende costruire un calendario diffuso e coordinato di eventi, attività educative, percorsi tematici, convegni, mostre, cammini e iniziative di valorizzazione ispirati alla figura e ai valori di Francesco.
DA SAN FRANCESCO 1226-2026 – ANCI Censimento iniziative


